With The Saint Four EP

Per una volta ho voluto esser buono. Questo EP inaugurale dell’ennesimo nuovo corso musicale per il forlivese Stiv Cantarelli mi ha detto veramente poco. Il tizio della casa discografica che mi ha spedito il CD è stato gentilissimo, la confezione è la stampa sul CD sono molto carine, la copertina mi piace e poi si parla di italiani che cercano fortuna all’estero, dove già si sono conquistati il rispetto di artisti di prima grandezza. Insomma, vuoi per questo motivo, vuoi per quello, non me la sono sentita di affondare il colpo. Gli elementi positivi non mancano in questo mini dei Saint Four: c’è una grinta discreta, si sente un certo amore per il proprio mestiere, il taglio è veramente indipendente pur nel rispetto massimo, quasi ossequioso, dei classici. A mancare sono le canzoni, purtroppo. Si riprende un po’ il Dylan migliore, si scopiazzano i Beatles del crepuscolo rock (‘Dig A Pony’ clonata da ‘The Killer’), si cerca l’attitudine blues-root-southern di alcuni mitici gruppi yankee ma il risultato è oltremodo freddino, laddove le premesse richiederebbero un bel miscuglio di sangue e polvere. I Freewheelers sono un indubbio riferimento, e anche molti altri dopo di loro, ma quel che emerge è una pallida imitazione, lo spirito non si vede. E poi che brividi con la prima traccia (‘The Country You Were Born’), nel sentire quasi plagiata ‘Gli Spari Sopra’! Voglio dire: OK che puntate a farvi notare negli States e che laggiù questo orrido caprone non sanno minimamente chi sia, ma…insomma, se è per scopiazzare, puntate un minimo più in alto! Questo per tirare in ballo i meno che ho annotato sulla carta preparando questa recensione. Ci sta. Coi Satellite Inn Cantarelli ha fatto molto meglio, quindi è lecito che al primo vero album non resti su questi livelli creativi col fiato corto. E poi ha i suoi meriti a prescindere, per il fatto che ha preferito sudarsi quel poco che ha senza scendere a compromessi col mercato italiano, che di alt-country e rock-blues non ne mastica proprio. Riassumendo, un sei politico al personaggio e alla carriera più che a questo dischetto. Capita che gli album ricevuti "a sorpresa" lascino un po’ il tempo che trovano, ma nello stesso pacchetto di un ‘With The Saint Four EP’ magari ti arriva un disco come quello dei Woodpigeon, e allora tutto si riequilibra meravigliosamente. C’è la calma piatta e ci sono le cose belle, come la fantastica sorpresa dei canadesi. Ma questa è tutta un’altra storia e la racconterò un’altra volta. Presto.

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